domenica 7 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
NOTIZIE DAL (FRONTE) MESSICANO
Arrivano finalmente le prime notizie dal ritiro del Messicano, tornato nella sua terra natia mesi fa per alcuni contratti da concludere con importanti società calcistiche locali, a pochi giorni dal suo presunto rientro a Trieste.
Il regista neroverde manda solamente una foto e una telegrafica frase (che molto probabilmente nasconde dei messaggi in codice):
"Sono seduto così da 69 giorni"
Attenendosi ai fatti, si può facilmente dedurre quali saranno le sue condizioni di forma al rientro.
martedì 2 ottobre 2012
UNA VITTORIA MERITATA PER MISTER MAZZÈMAN
![]() |
| Lo yacht di Mister Mazzèman attraccato in p.zza Unità a Trieste (foto di repertorio) |
“Una vittoria dolce come il vino, fresca come il pompelmo”.
Così è stato descritto dall'allenatore dello United Katastropha Magnus Mazzèman il perentorio successo per 5-2 della propria squadra.
I giocatori in campo si sono distinti per abnegazione e spirito di sacrificio portando bambus ad una panchina altrimenti troppo rilassata. Ricordiamo infatti l’ottimo movimento sulla fascia del Tondina, pronto ad esaudire i desideri del mister ed a ottenere il massimo con soli 1,5 euro.
Il mattatore della serata è stato comunque Zanolla. Aggregato al gruppo dieci minuti prima della partita si è presentato all'appuntamento caldo e pronto a metterlo dentro – il pallone s’intende.
La squadra è attesa ora da un altro incontro difficile contro Anni 80 in questo autunno che si rivelerà, ne siamo certi, di fuoco.
domenica 30 settembre 2012
MAGNUS MAZZEMAN - INTERVISTA
Magnus Mazzeman è un allenatore da molti definito come controverso. Noi dello United Katastropha lo abbiamo intervistato per permettere a tutti i nostri sostenitori di conoscere meglio quale e quanto genio è.
Mister Mazzeman, in molti la considerano come un innovatore, ci può spiegare cosa intende per innovazione?
Innovazione per me sono i filmati pornografici girati in volo dai fratelli Wright, l'orologio da taschino subacqueo e lo stereo quadrifonico della Bang&Olufsen. Ma se parliamo di calcio non posso evitare di pensare a un Tonchia costantemente in agguato nell'area avversaria. Un frenetico e inarrestabile dominus dell'area piccola, un Inzaghi a fibra ottica.
Sinceramente non ci aspettavamo questa risposta. Riesce sempre ad essere elegante e mai banale. Ci può dare una spiegazione di questo?
Vesto rigorosamente firmato da quando avevo 12 anni, età in cui ho lasciato i miei genitori alla loro perenne ricerca di uno stile all'interno di un bungalow con vista sulle tecnofavelas di una Taranto tardocrepuscolare.
Da allora abbino eleganza e stile in un mix che ha ispirato la mia linea di abbigliamento, la Bambus srl.
E della parola contumelia?
Penso a un arbitro che inquina l'immagine del proprio potere tanto da permettersi l'indecenza di non avere un autista.
Sembra molto preparato. Dopo gli ultimi avvenimenti, la cronaca mondana sembra riservarle solo pagine amare. Noi crediamo che la vita privata di ciascuno sia, per l´appunto privata. Vuole che ci fermiamo qui?
La vita - come disse il mio mentore Donald Trump - è come un grattacielo. O ci stai dentro o ti tocca pulire i vetri.
Che cosa l´ha portata ad allenare una squadra come il Katastropha? Non ha paura del paragone con Villa Boia?
Stimo AVB per la sobria eleganza dello sguardo, per l'umiltà dimostrata di fronte a ogni lotta, ma a questa squadra non serve un semplice timoniere, bensì qualcuno in grado di godersi tutti i lussi offerti da uno yacht bimotore capace di portarla con orgoglio in acque internazionali e tax free.
Qual è il giocatore che l´ha maggiormente colpita? Ed in quale modo?
Se devo fare un nome, direi il Poeta. Porta in volto i segni di un riscatto che dal mondo contadino lo ha condotto a realizzare il sogno di guidare una Porsche, immaginandosi alla Millemiglia di Indianapolis anche quando in realtà si trova fermo di fronte alla più cazzuta rotatoria di Oderzo.
Mi sa dare un significato, possibilmente profondo, a questa intervista?
La definirei un Magnus. Può bastare.
venerdì 28 settembre 2012
LE RICETTE DI COTTO E CONVOCATO
"Sputi in bocca al romano"
Per preparare questa ricetta non dovrete far altro che raccogliere quello che avete dentro di voi. Nessun sentimentalismo in questo caso, ma solo del sano e gustoso catarro.
Per preparare questa ricetta servono:
- Sigarette
- Sputi
- Romano (nel nostro caso abbiamo utilizzato il sig. Inglin Julien)
Questa ricetta potete prepararla appena svegli, magari dopo una sera di bagordi con gli amici al baracchino di turno, quando quel sapore intenso di sigaretta, che vi fa venir voglia di smettere di fumare per la 5000 esima volta, vi riempie il palato come stucco. Sicuramente la lingua cercherebbe riparo dal gusto di merda, non cagate da tre giorni dopotutto, e troverebbe rifugio dietro a quella carie che custodite gelosamente dal rigore sbagliato di Di Biagio ai mondiali di Francia.
Il momento è quello: ricordo del rigore sbagliato – se non fosse stato per quel rigore avremmo vinto i mondiali - alito che sa di merda e sigarette.
Ora, con tutta la forza che avete, ripensate a quella partita e lanciate un urlo di gola. Potete, per facilitarvi, inneggiare anche Satana.
Rimestate il “raccolto” in bocca per 3-4 secondi.
Assaporate, nel frattempo, il gusto amaro ed intenso di un buon catarro giallo - crema andata a male.
Raccogliete il tutto in un Tupperware e mettetelo in frigo in attesa del momento propizio.
Prendete ora dalla stanza in cui lo custodivate un romano e parlate con lui dei problemi ortodontici che vi affliggono da anni. Fumate qualche sigaretta per farlo sentire a suo agio. Un bicchiere di vino potrebbe addolcirlo e renderlo meno diffidente. Non vi preoccupate, i romani sono dei simpaticoni e sanno stare in compagnia. Potete cantare “benvenuti a ‘sti frocioni” assieme a guardare alla tv “uomini e donne”2w per stimolare l’amicizia. Giocate a Pes e prendete la Roma (se è laziale prendete la Lazio) e giocate assieme contro il computer.
Fate questo per due-tre giorni.
La notte lasciate riposare il romano nella stanza che gli avete “preparato”.
Quando al terzo giorno vi si presenterà con fare amichevole sferrategli un pugno in viso ed una gomitata sulle costole. Se vi chiedesse il perché di questo gesto mandatelo a fare in culo e tirategli un calcio nei coglioni.
Quando sarà ben tumefatto prendete il Tupperware dal frigo.
Versategli il contenuto in bocca.
Nel farlo ditegli di portare i vostri saluti a quel fottuto di Di Biagio.
lunedì 24 settembre 2012
IL PAGELLONE DI R.S., 4a GIORNATA
DARIO 6. Il suo personalissimo vocabolario, ispirato a quello creato per comunicare coi i sordomuti, è composto da un unico simbolo: il pugno. Con questo strumento riesce ad ordinare al ristorante cinese per sordomuti, a prenotare per telefono il posto al cinema per sordomuti, ad accarezzare il cane per sordomuti, ad attuare pratiche erotiche per sordomuti. I risultati non sono ancora molto soddisfacenti, ma l’abnegazione di certo non difetta all’estremo difensore del Katastropha. PORTIERE PER SORDOMUTI
LOMBASSO 6. Se l’eleganza fosse un valore spendibile al mercato, il centralone del Katastropha ci comprerebbe soltanto la merda. Ci si vestirebbe, con la merda, e forse troverebbe finalmente un abito che lo sagomi in modo sfiancato, slanciandone sì la figura filiforme, ma donandogli nel contempo quella grazia che in altri modi troverebbe solo nell’omonimo giornale o nel quotidiano ripetersi dello sguardo innamorato di un Gerometta verso un bambino. RADICAL CHIC
UOLLO 6. Duro come il cazzo che vorrebbe, si muove in campo preservando le energie per il post-partita. L’unico scatto che compie è quello sotto la doccia, per fiondarsi poi il più velocemente possibile verso lidi più “caldi”. Rimane quindi l’amaro in bocca al povero Tondina, non tanto per la prestazione del compagno, quanto per il sapore delle palle che ha leccato in spogliatoio. Ma questa è un’altra storia. ORCODIO SELVAGGIO
EMILIO 6 +. Segna il gol della sicurezza quando tutti erano già andati a casa, facendo scatenare nel post partita un dibattito acceso con gli avversari. Ed è proprio in quel mentre che il nostro manifesta tutto il suo potenziale fatto di moviole, colpi di orologio e stacchetti da velina. In particolare segnaliamo la scena di ballo in minigonna - senza mutande ndT- dove ha spiegato la differenza tra lui e Tiziano Ferro. NESSUNA
QUALIZZA 6. Si batte, per poco, con furore. Non stiamo parlando dell’uomo Tigre, ma del Micione di via Cappello. Come tutti i gatti della sua razza parte bello convinto per poi finire divanizzato e, in molti casi, castrato. Per il futuro non gli resta che nascondere le feci sotto un cumolo di sabbia, vicino alla bandierina. GATTO PANCIERA
TONDINA 6. Se a fine partita ti viene voglia di parlargli, altro non è che per un senso di misericordia nei confronti di chi, diversamente da te, che la vita la prendi per le palle, e te ne sbatti il cazzo se ti cade una carta dalla tasca, mica la raccogli, anzi la butti di proposito in barba all’ecologia, vede settimanalmente la morte in faccia. Solo se ti ricordi questo puoi comprendere quanto difficile sia mettere un piede appresso all’altro e camminare, poi correre, poi camminare, poi calciare, poi parlare, poi chiedere scusa, poi saltare, poi correre e poi sedersi in panchina, poi cambiarsi in spogliatoio, poi essere la puttanella della squadra, poi ridere quando invece vorresti piangere, poi scherzare con gli amici che ti hanno appena violato, poi dare pacche sulle spalle, poi salutare i tuoi compagni, poi ripensare a quello che hai appena subito, poi fare un’altra doccia, poi sentirsi sporco, poi sedersi sotto l’acqua che scende e piangere, poi uscire dallo spogliatoio con gli occhi rossi, poi accorgersi che qualcuno ti aspettava, poi sperare che qualcuno ti accetti, poi vedere che non è uno soltanto, poi accorgersi che è tutta la squadra, poi dirsi che non è possibile, poi andare incontro ai tuoi compagni che ti sorridono, poi sorridere di riflesso, poi pensare che qualcosa non quadra, poi vedere la faccia dei tuoi amici cambiare, poi sentire un forte dolore al collo, poi non respirare, poi chiedere aiuto, poi avere la bocca tappata con una mano, poi chiudere gli occhi ed aspettare che tutto finisca, poi pensare che non finisca mai, poi sperare che finisca fra un poco, mentre il mondo, indifferente, continua ad essere inquinato. GREENPIECE OF HEART
POETA 6. Si alza e s’abbassa per tutta la partita senza trovare la posizione giusta. Ricorda in questo un poco la madre del Gerometta, con la sola differenza che la seconda sembra divertirsi di più nella ricerca. Rimaniamo ancora in attesa dell’esplosione di questo giocatore, anche se crediamo che tre anni siano un periodo sufficiente. NORBIT
Iscriviti a:
Post (Atom)





